mercoledì 22 maggio 2013

Roma e il degrado urbano

“Roma e il degrado urbano”: Antonio Di Lascio, candidato al Consiglio comunale nella lista di Popolari Liberi e Forti

Poco tempo fa a Roma si è sbriciolato un po’ di Colosseo: neanche tanto, a dire il vero, un pezzetto di malta, ma quella calcina costituisce il simbolo plastico del degrado.

A Roma tutto funziona poco e si vive male, ma maestosamente: una buca sull’asfalto è una voragine che quando piove le macchine ci affondano e le persone sul marciapiede vengono schizzate fin sopra i capelli; non esiste più un angolo di strada che non sia sommerso di macchine moto biciclette; parcheggiare sugli scivoli per l’handicap è normale, anzi, la maggior parte degli automobilisti presume che sia una facilitazione per le moto; la sosta in tripla fila inizia ad essere consueta, tanto abbiamo la quattro frecce intermittenti…

I marciapiedi sono pieni di tombini, buchi, manifesti a strati che si staccano dai muri, catene lasciate intorno ad alberi e pali mentre le moto e le bici sono in uso, radici di alberi che svellono l’asfalto, monconi di tronco ed escrementi di cani.

Gli autobus e la metro sono sempre talmente pieni che invidi i polli che almeno hanno lo spazio di un foglio a4, ed inoltre spesso sono fermi per sciopero del personale; rivendicazioni ragionevolissime, ma rivolte verso gli utenti e gradite alle aziende che risparmiano l’usura dei mezzi semifatiscenti mentre hanno già incamerato i soldi dei biglietti degli utenti che si vedono sottratto dall’abbonamento almeno un mese all’anno.

I taxi sono un servizio pubblico, ma talmente costoso che lo stesso tassista dimentica di essere tale e si comporta come se il malcapitato fruitore fosse un ospite sgradito, o magari pretende di portarti da piazza Bologna a piazza Venezia passando per il raccordo anulare.

Il centro storico ha quasi completamente espunto i nativi, in compenso ci abitano i vip, che sono valletti, velini, giornalisti, politici, mentre agli angoli delle strade si assiste al racket dei questuanti che si suddividono angoli e crocevie per chiedere elemosina o derubare persone anziane.

Questa avrebbe dovuto essere la città del ritrovato ordine, decoro e sicurezza? La città che avrebbe dovuto ospitare le Olimpiadi, Formula 1, due stadi, proprio mentre abbiamo inesorabilmente perso in qualità della vita o dimenticato di aiutare i più bisognosi?

E mentre parecchi romani non sanno dove sta Porta Pia, passando davanti al Colosseo ferito i centurioni romani con i sandali birkenstock e il collant di lana marrone indicano ai turisti, che puntano il dito, la casa comprata da un ex ministro ignaro di averla acquistata con soldi altrui…

Questa è la Roma offesa che non vogliamo più!

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