Dopo qualche giorno di silenzio, Berlusconi si esprime sull’operato del governo Letta di queste ultime settimane, assicurando che darà il suo “sostegno più forte e leale all’esecutivo”. A determinate condizioni, però. Una su tutte l’abrogazione dell’Imu di cui egli stesso ha fatto un cavallo di battaglia delle ultime elezioni; si tratta di una “legge ingiusta” che deve essere “abrogata totalmente entro giugno”.
Altra richiesta quella di mettere in cantiere, sempre entro giugno, un altro decreto legge per rilanciare lo sviluppo “senza aumentare l’Iva” piuttosto “detassando le assunzioni per i giovani, sburocratizzando il più possibile le imprese e modificando i poteri di Equitalia”. Quanto all’ineleggibilità, il Cavaliere ha sottolineato che nel Pd c’è l’obiettivo di “eliminarlo”; e che se la sua presunta non eleggibilità dovesse diventare argomento di discussione della Giunta del Senato (la cui riunione prevista per ieri pomeriggio è stata rimandata in extremis), l’attuale Governo avrebbe vita molto breve. Un braccio di ferro che sta provocando malumori e tensioni in tutti gli schieramenti politici ma soprattutto nel Paese, che continua a dover assistere a
lungaggini frutto di quella che dallo stesso Berlusconi è stata definita come “guerra fredda tra destra e sinistra”.
Altra richiesta quella di mettere in cantiere, sempre entro giugno, un altro decreto legge per rilanciare lo sviluppo “senza aumentare l’Iva” piuttosto “detassando le assunzioni per i giovani, sburocratizzando il più possibile le imprese e modificando i poteri di Equitalia”. Quanto all’ineleggibilità, il Cavaliere ha sottolineato che nel Pd c’è l’obiettivo di “eliminarlo”; e che se la sua presunta non eleggibilità dovesse diventare argomento di discussione della Giunta del Senato (la cui riunione prevista per ieri pomeriggio è stata rimandata in extremis), l’attuale Governo avrebbe vita molto breve. Un braccio di ferro che sta provocando malumori e tensioni in tutti gli schieramenti politici ma soprattutto nel Paese, che continua a dover assistere a
lungaggini frutto di quella che dallo stesso Berlusconi è stata definita come “guerra fredda tra destra e sinistra”.
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