di Antonio Di Lascio
Non sempre i numeri rispecchiano la qualità di un fenomeno. Se è pur vero che nell’ultimo periodo la nostra città è meta crescente di turisti, ciò non è dovuto tanto all’esito di una strategia pluriennale, quanto a circostanze fortuite e cicliche, come nel caso delle “dimissioni” di Benedetto XVI e della nomina del nuovo Pontefice, che hanno catalizzato l’attenzione globale sulla nostra città.
Il flusso turistico continua ad essere “mordi e fuggi” (la permanenza media in città è di 2,5 giorni) e solo in minima parte è coinvolto nel vivere e conoscere Roma in tutti i suoi aspetti. Non siamo ancora in grado di offrire accoglienza, servizi, itinerari classici ed alternativi nel centro come nelle periferie ed in provincia, proposte culturali ed enogastronomiche adeguate alla storia, alle attese ed alle curiosità che la Città eterna ancora suscita. Siamo lontani dall’essere la capitale mondiale del patrimonio, del turismo e dell’ospitalità: vedi lo spietato paragone del numero dei visitatori del Louvre con i dieci musei italiani più famosi.
C’è tanto da fare per Roma Capitale, ed i Popolari Liberi e Forti vogliono essere i protagonisti di questo cambiamento che impone scelte coerenti e priorità di obiettivi per il benessere e lo sviluppo economico della città.
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